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Pasqua 2015

Inserito il 04/04/2015 22:04

Categoria: Presidenza

Omelia Pasqua 2015 - don Luca Meacci Consulente Ecclesiastico CAI Toscana • Nella tradizione orientale, la risurrezione di Gesù è presentata come discesa agli inferi e nell’iconografia il Cristo risorto è raffigurato mentre porge la mano ad Adamo e Eva nel compiere proprio il gesto di chi si appresta a sollevare, a tirare fuori, simbolicamente, questa umanità dalla prigione della morte. • È un gesto di soccorso, di salvezza che strappa l’umanità dai legami della morte, per renderla partecipe della risurrezione. Noi occidentali non siamo molto abituati a cogliere la risurrezione come discesa agli inferi, quanto piuttosto la comprendiamo e ce la raffiguriamo come salita, come un innalzarsi dal letto della morte. • Al di là di questa diversa tradizione, quello che vorrei condividere con voi è una sensazione, un bisogno latente che percepisco comune a tutti: - Abbiamo bisogno di risurrezione ! - Abbiamo bisogno di essere strappati dal quel torpore di morte che ci tiene prigionieri nella paura, nella preoccupazione,nell’incapacità di guardare oltre… - Abbiamo bisogno di vita nuova. • Accadono fatti e le vicende ultime contribuiscono a determinare questo clima di paura, di morte di scoraggiamento; che hanno la forza di fiaccare la speranza, di provocare pesantezza nel nostro cuore. • La violenza, le ingiustizie, la corruzione; come anche la persecuzione e l’uccisione di fratelli cristiani; oppure la morte che sopraggiunge per un gesto sconsiderato di un folle…..tutti fatti che ci lasciano sgomenti. • Abbiamo veramente bisogno di risurrezione, abbiamo bisogno della certezza di una vita nuova che non ci esime dall’impegno cristiano in questo tempo; attenzione però perché “la vita nuova”, non è una realtà totalmente da inventare, vita nuova è questa vita che deve necessariamente essere rinnovata, trasformata, trasfigurata in Cristo. • Ogni anno con la visita alle famiglie e ai luoghi di lavoro, abbiamo l’occasione di incontrare una sacco di persone, di venire a conoscenza di tante situazioni a volte belle, gioiose come quella mamma che dopo tanto attendere ha partorito il proprio figlio; ma a volte dure e pesanti come chi sta combattendo contro un tumore, oppure ha perso il lavoro o ha dovuto chiudere la propria azienda. • Signore Gesù rinnova la forza della tua risurrezione, rendici partecipi di questo fatto sconvolgente, per essere rinnovati, cambiati, trasformati. • A qualcuno, durante la confessione ho raccomandato che la celebrazione della Pasqua di Gesù non diventi un bello spettacolo da guardare, ma deve essere una partecipazione viva e vera. La nostra vita, la nostra esistenza deve risorgere con Cristo, deve rinnovarsi nel profondo. • Ecco allora la Pasqua come discesa agli inferi: scendi Signore nelle viscere della disperazione, nelle viscere del dolore, della malattia, nelle viscere di chi non ha speranza e rendici tutti partecipi della tua risurrezione. • Che la nostra partecipazione a queste sante liturgie non sia un fatto tradizionale, né tanto meno un atto da assolvere per dovere, ma sia davvero la voglia, il desiderio di far risorgere la nostra vita. • Anche le donne che sono andate al sepolcro all’alba, quando nasce il nuovo sole, hanno avuto paura, nonostante le rassicurazioni di quel giovinetto, hanno paura. • La morte, come situazione estrema, che sintetizza in se tutte le sconfitte umane provoca paura. Non cediamo alla paura, alla disperazione, lasciamo che le parole del messaggero celeste aprano una breccia di speranza nella nostra vita: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui». • Partiamo da questa verità: E’ risorto ! Nella passione di Giovanni abbiamo colto nel dialogo tra Gesù e Pilato, che Pilato domanda che cosa è la verità. Eccola la verità che fa bene all’uomo: Cristo è risorto, è veramente risorto ! • È una verità che ci fa bene, perché è capace di stravolgere la nostra vita, di imprimerle una forza che fa rinascere la vita dove c’è morte. Chiedo allora al messo celeste di raggiungere tutte quelle persone che piangono, che soffrono, in particolare soffermati nelle case di quelle famiglie che piangono i loro figli uccisi perché cristiani, morti per la stupidità umana. • È risorto, ma non è qui ! Dove sei Signore affinché ti si possa trovare, dove sei affinché possiamo venire per confermare la nostra fede…..tu sei lì, dove c’è bisogno di amore, di speranza, di giustizia, di libertà. Tu sei dove c’è oppressione, persecuzione, morte perché solo Tu puoi portare la vita nuova. Solo Tu sei la Pasqua. • L’angelo, come alle donne, ci da una indicazione geografica interessante: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”». Bene, non c’è da temere di cercarlo invano, sappiamo dove trovarlo: - Se lo cerchiamo nei salotti…..lì non c’è ! - Se lo cerchiamo tra i benpensanti, tra quelli che non sbagliano mai……lì non c’è ! - Se lo cerchiamo tra quelli che si reputano bravi….lì non c’è ! • Tu Signore sei nella “Galilea” di oggi: nelle nostre città abitate da persone che hanno culture e religioni diverse, nelle nostre famiglie dove si concentrano tante gioie, ma anche le sofferenze. Tu sei nella nostra Parrocchia impegnata in tante attività pastorali, dove si avverte il rilassamento spirituale e il calo dell’impegno per una formazione, specialmente tra gli adulti che presumono di essere “a posto” nella propria vita cristiana. • Tu sei in tutte quelle situazioni di gioia, di speranza, ma anche in quelle realtà di fatica, di incertezza lavorativa, di paura del futuro. • La tua presenza ci faccia sentire la bellezza di essere cristiani, di non aver paura a dichiararsi e a vivere da cristiani, rendici entusiasti della nostra fede e nel riconoscere la Chiesa nostra madre. • Come alle donne del sepolcro, il tuo angelo invita anche noi a portare la Buona Notizia della tua risurrezione: Gesù il Figlio di Dio è risorto ! Non andiamo a cercarlo là dove non c’è, ma cerchiamolo nelle periferie della vita, in quegl’inferi dove Tu hai scelto di portare la luce, la gioia della tua risurrezione, per dimostrare che c’è sempre una possibilità di salvezza, di riscatto. • Quindi buona Pasqua a tutti ! Dove Pasqua vuol dire, risurrezione, speranza, perché per arrivare all'alba bisogna attraversare la notte più buia. Ma poi viene il sole.




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