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5 per mille, dove finiscono (davvero) i nostri soldi

Inserito il 24/04/2018 17:27

Categoria: Presidenza

Riporto (estratto da web) uno studio della Fondazione Nazionale dei Commercialisti che ha analizzato le scelte dei contribuenti nella dichiarazione dei redditi 2016 e ha scoperto dove vanno a finire i soldi

 

23 aprile 2018 - Quanti di noi sanno esattamente dove va a finire il 5 per mille, il meccanismo che ci permette di devolvere questa quota dell’imposta Irpef a enti benefici e associazioni o ai Comuni?

Uno studio della Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha analizzato le scelte dei contribuenti nella dichiarazione dei redditi 2016 e ha scoperto dove vanno a finire (davvero) i soldi. Ben l’89% va al Centro Nord mentre al Sud va il rimanente 11% e, in particolare, Lombardia e Lazio insieme assorbono il 56,3% del totale.Solo per 39 organizzazioni il cinque per mille vale oltre un milione di euro. Per oltre 24mila enti, il contributo è sotto i mille euro. Si conferma una polverizzazione del contributo verso il basso, con la testa della classifica saldamente presidiata dall’Associazione italiana per la ricerca sul cancro(64,5 milioni), da Emergency (13,5 milioni) e Medici senza frontiere (11,4 milioni).

 

ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO – A parte i Comuni e le Associazioni Sportive Dilettantistiche, che complessivamente hanno assorbito il 5,7% del totale, la parte più consistente è appannaggio degli enti del volontariato e di quelli della ricerca scientifica e/o sanitaria. I primi raccolgono 314.689.624 euro (64% del totale) con una media di 7.985 euro a testa, mentre ai secondi vanno 149.125.605 euro (30,3% del totale) con una media, però, più elevata e pari a 298.849 euro.

 

TERZO SETTORE E COMUNI – Nel 2016, complessivamente sono 14.114.642 gli italiani che hanno scelto di destinare una quota del 5 per mille dell’Irpef agli enti del terzo settore e ai comuni. A fronte di una media generale di 8.939 euro, si registra una media di 1.451 euro a causa della concentrazione dei valori in poche grandi organizzazioni.

Basti pensare, segnala lo studio della Fondazione Nazionale dei Commercialisti, che i primi 127 enti in classifica assorbono il 50% del totale assegnato, mentre solo 323 enti superano i 100 mila euro. Infine, ben 1.957 enti, regolarmente iscritti in elenco, non hanno ricevuto alcuna scelta per il 5 per mille. Vi è da dire, inoltre, che 3.321 enti raccolgono meno di 100 euro e ben 22.097 enti raccolgono non più di 1.000 euro a testa.

E se per quanto riguarda il volontariato e la ricerca scientifica le prime tre associazioni premiate dai contribuenti risiedono nel centro nord, Emergency, Medici senza frontiere e Comitato italiano per l’Unicef nel primo caso, associazioni per la ricerca sul cancro nel secondo, ubicate fra Lombardia , Piemonte e Lazio, il Sud va sul podio per le associazioni sportive dilettantistiche. Infatti i primi tre enti destinatari per importo totale risiedono in Campania, Calabria e Sicilia (???).

 

AUMENTO DELL’1,9% ENTI NO PROFIT – Rispetto al 2015, le scelte dei contribuenti italiani a favore del 5 per mille per gli enti no profit sono aumentate dell’1,9%. La crescita più elevata ha riguardato le Associazioni Sportive Dilettantistiche (+11%), mentre il numero di comuni destinatari del 5 per mille 2016 è calato del 2,9%. Buono il trend degli enti della ricerca scientifica/sanitaria (+3,3%), mentre risulta inferiore alla media ma pur sempre positivo il tasso di crescita delle scelte a favore degli enti del volontariato (+1,3%).

LE REGIONI PIU’ PREMIATE – Sul podio delle regioni che assorbono il 5 per mille, capofila la Lombardia (36,9% del totale), seguita da Lazio (19,4%), Emilia Romagna (6,5%), Piemonte (6,4%) e Veneto (5,6%). Per quanto riguarda la provincia di residenza, Milano copre quasi un terzo del totale (29,6%), seguito da Roma (18,8%), Torino (4,6%), Genova (3,4%) e Bologna (2,4%). Tra i comuni invece, lo studio della Fondazione Nazionale dei Comercialisti indica che Roma supera Milano e Torino, mentre al settimo posto si inserisce tra i capoluoghi di provincia Valdagno (Vicenza).

In collaborazione con Adnkronos 

 

In allegato la prima pagina dell’elenco pubblicato dalla Agenzia delle Entrate relativo all’anno 2016

 

 5 per mille, … e quanti “€ uro” arrivano al CSI di Siena

(ovvero i nostri soldi)

 

Mi sono preso la briga di verificare quanto beneficia il CSI di Siena dal 5 per 1000, ovvero quanti dirigenti, tesserati, collaboratori, amici e parenti, sensibili alle esigenze dell’associazione, e spesso pronti a criticare le spese sostenute (o non sostenute) per la gestione e la promozione dell’attività sportiva, formativa, educativa, sociale e, perché no, ricreativa, hanno negli ultimi 4 anni in esame contribuito in forma anonima a sostenere il CSI di Siena e di quanto avremmo potuto beneficiare se “tutti” avessero aderito ai ripetuti inviti rivolti dalla Presidenza del Comitato senese per sostenere questo canale di entrata

 

Tesserati

 

1989 / 1990       17 società           440 tesserati

1999 / 2000       20 società           692 tesserati

2009 / 2010       43 società        2.147 tesserati

2014 / 2015       44 società        2.114 tesserati

2015 / 2016       48 società        2.694 tesserati 

2016 / 2017       56 società        3.169 tesserati

2017 / 2018       48 società        1.600 tesserati (al 10 aprile 2018)

 

Contribuenti 5 per 1000

 

2013                 15 adesioni       € 483,87 contributo

2014                 07 adesioni       € 362,96    “    “

2015                 13 adesioni       € 361,88   “    “

2016                 10 adesioni       € 357,48   “    “                         

 

Le adesioni sono anonime … ma sono sempre dei soliti fedeli (che anonimamente ringrazio); quindi riflettete e fate la scelta giusta, per il 2018 siamo ancora in tempo

 

 

Fabio Cerretani – Presidente CSI Siena

 


.Totale Generale diviso in 4 parti.xlsx.pdf



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