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Riflessione Natalizia di Diacono Luigi Pertici Consulente Ecclesiastico Provinciale

Inserito il 30/12/2011 11:28

Categoria: Presidenza

«… e il Verbo si fece carne …»

Ogni Natale sentiamo risuonare queste parole ed ogni Natale queste parole mi martellano in testa …

Quello che spesso mi chiedo è se ho chiaro, se abbiamo chiaro cosa significa quel “carne”.

Spesso – troppo spesso? – pensiamo all'anima, cerchiamo la salvezza dell'anima senza pensare che il Figlio di Dio si è fatto uomo, ha preso un corpo di carne per salvare l'uomo nella sua interezza, corpo ed anima, nella professione di fede battesimale diciamo che crediamo «la risurrezione della carne», ma poi, nella concretezza dei gesti quotidiani a tutto pensiamo eccetto che alla realtà concreta, fatta di carne, degli uomini, di quei fratelli che la vita ci fa incontrare.

Qualche giorno prima del mio rientro in Italia dal Togo ho incontrato un prete che ha fatto il viaggio all'incontrario, dopo i suoi studi è rientrato definitivamente in Togo. Chiacchierando con lui mi sono ricordato di un incontro di tanti anni fa in cui, chi ci teneva l'incontro, ci faceva notare come generalmente Gesù, nei suoi miracoli, prima guarisce il corpo, “salva” il corpo, e poi guarisce l'anima, perdona dai peccati. Mi sono venute in mente la parole attribuite a Gandhi: «quando vedi un povero che ha fame, prima dagli da mangiare e poi parlagli di Dio», parole che sono attualizzazione di quello che fa Gesù e di quello che ripete l'apostolo Giacomo nella sua lettera «Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: “Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi”, ma non date loro il necessario per il corpo, che giova?» (Gc 2,15-16).

Ecco, che mi giovano tutte le pratiche di religione, tutte le devozioni, se poi non salvo la vita di un fratello? Se di fronte ad un bambino malato mi volto dall'altra parte? Se di fronte ai troppi fratelli che non hanno l'indispensabile per vivere io non solo uso dei beni che Dio mi ha concesso, ma ne abuso? Se non metto in pratica l'affermazione di Gesù «gratuitamente avete avuto, gratuitamente date»?

E c'è anche da dire che quel “tempio delle Spirito” che è il nostro corpo lo mercifichiamo in mille modi, riduciamo tutta la nostra vita ad una questione letteralmente epidermica, di superficie, non riusciamo a vedere la profondità, la complessità e la bellezza di una vita che riunisce in sé il materiale e l'immateriale, il corpo e lo spirito.

… mi chiedo se, quando e come riusciremo mai a vivere quella stessa pienezza di vita che ha vissuto Gesù, una vita che non dimentica le esigenze dello spirito né quello del corpo, perché a questa pienezza siamo chiamati, per questa pienezza il Figlio di Dio è nato uomo, ha preso un corpo di carne ...




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